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Perchè utilizzare un brand ambassador per formare gli shop assistant?

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Questa foto è stata scattata prima del Covid 19

Il brand ambassador è una risorsa inestimabile per le aziende che prendono sul serio l’obiettivo di trovare nuovi clienti e lavorano su un orizzonte ampio, sia in termini di marketing che di ambizioni. Tuttavia, i compiti del brand ambassador sono meno circoscritti di quanto si possa immaginare.

In realtà, possono essere “utilizzati” anche in ambiti che l’immaginario collettivo non associa alle loro attività. Per esempio, possono formare gli shop assistant. Anzi, possono dare un contributo fondamentale in questo senso. Il legame tra brand ambassador e shop assistant non è intuitivo, ne parliamo in questo articolo.

Una definizione di brand ambassador

Il concetto di brand ambassador è salito alla ribalta di recente, quando le forme più alternative e meno convenzionali di marketing hanno iniziato a diffondersi anche presso le piccole e medie imprese. Tuttavia, stiamo parlando di una figura che, forse in modo meno strutturato di quanto non sia oggi, è sempre esistita. Anche perché ricopre una funzione che potremmo definire “naturale” all’interno di un’attività di promozione estesa nel tempo.

Il brand ambassador è quella figura che rappresenta il brand nei confronti del pubblico, che ne incarna i valori e lo spirito. Può essere considerata una versione potenziata del promoter, in quanto almeno all’apparenza, e nelle occasioni in cui interagisce con il pubblico, si caratterizza per una pressoché totale corrispondenza con i valori del brand.

Il brand ambassador, durante l’interazione con i clienti e i potenziali clienti, stimola l’engagement, misura il grado di soddisfazione, raccoglie feedback. In virtù della conoscenza del brand e del pubblico, può proporre in prima persona azioni di marketing, specie se di tipo operativo (iniziative in store, eventi). 

Soprattutto, il brand ambassador è una persona. Nello specifico, è una persona che si fa rappresentazione del brand. Questa dinamica è si esplicita sia esteticamente che in termini di comunicazione. Il brand ambassador, quando esercita la sua funzione, reca nel suo abbigliamento i riferimenti al brand. Tuttavia, comunica come se fosse egli stesso il brand, come se il brand fosse una persona. 

Il rapporto tra brand ambassador e azienda, per quanto mosso anche da un elemento simbolico, è comunque ben normato. Stiamo parlando di figure regolarmente ingaggiate e inquadrate dal punto di vista contrattuale.

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Cosa fa lo shop assistant

Lo shop assistant è il personale presente nello store, quello che in Italia verrebbe chiamato “commesso”, benché il termine non goda sempre di una buona nomea. In realtà le attività dello shop assistant vanno oltre i compiti che l’immaginario collettivo associa all’espressione “commesso”. 

Certo, gli shop assistant assistono il potenziale cliente nella scelta del prodotto, nel reperimento dello stesso, ma a loro sono deputate azioni di una certa valenza, finalizzate a spingere l’interlocutore all’acquisto. Gli shop assistant si muovono su un crinale delicato. In primis perché la persuasione è uno strumento difficile da maneggiare, in secondo luogo perché devono trovare la quadra tra le dinamiche del customer care e quelle della vendita vera e propria. 

La quadra è difficile da trovare anche perchè “cambia” da cliente a cliente, da prodotto a prodotto. Per questo e per altri motivi, affinché rendano al meglio, è bene che vengano istruiti a dovere. E’ una garanzia anche per loro. Solo con la dovuta formazione, infatti, possono sentirsi a loro agio e mettere a frutto il loro impegno.

Come il brand ambassador può migliorare le performance dello shop assistant

Arriviamo finalmente al dunque. Perché il brand ambassador dovrebbe intervenire nella formazione dello shop assistant? Ebbene, i motivi sono almeno tre.

Conosce il brand e il prodotto quasi meglio di chiunque altro. Lo shop assistant, per riuscire a svolgere il suo lavoro al meglio, deve essere percepito come autorevole. E per essere percepito come autorevole deve sapere, deve rispondere con efficacia e precisione alle domande del potenziale cliente circa il prodotto e il cliente. Ora, il brand ambassador, proprio in virtù del suo ruolo, è molto informato sul brand e su quello che rappresenta, e di norma anche sui prodotti. Dunque, può trasferire queste informazioni allo shop assistant. La questione non riguarda solo le specifiche dei prodotti, ma anche l’universo valoriale che c’è dietro.

E’ la personificazione del brand. Quando il brand ambassador comunica con un cliente, lo fa da persona a persone. E’ questa  la sua forza: trasforma il brand in una persona, e in questa veste entra in contatto profondo con il cliente. Una dinamica che è allo stesso tempo semplice nella sua efficacia e complessa. Ebbene, il brand ambassador può insegnare allo shop assistant a innescare questa dinamica, e dunque a rendere la comunicazione realmente efficace, in quanto basata sul criterio dell’empatia. 

Ha comunque skill di comunicazione. Il brand ambassador comunica. D’altronde, è scelto anche per questo motivo. Dunque, è naturalmente predisposto alla formazione, alla trasmissione di informazioni, conoscenze, nozioni e consigli. Di certo, si trova a suo agio nella veste di “insegnante”, per quanto sui generis e, magari, immerso in un ambito informale.

Tra parentesi, queste skill sono il risultato di un lavoro a monte, di un’attività di “costruzione” del brand ambassador. Attività che richiede competenze e know how specifici.

Il consiglio è di rivolgerti a dei professionisti che possano mettere a disposizione un brand ambassador (e promoter) istruito secondo le esigenze. Esperti come noi, di Hostess&Promoter, che da parecchi anni siamo un punto di riferimento per queste e altre attività di marketing operativo.

Dunque, se vuoi dare una svolta al tuo business, magari facendo leva sui brand ambassador, contattaci tramite il form sottostante!