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Ambush Marketing

Sapete cosa significa ambush marketing?

E’ un termine inglese con cui si richiama il marketing “d’imboscata”, “d’agguato”: è la particolare strategia che porta alcuni brand ad “approfittare” della visibilità mediatica data da un particolare evento, senza però esserne lo sponsor ufficiale o aver pagato l’acquisto di spazi pubblicitari all’interno di esso.

Sappiamo tutti che i Mondiali di Calcio, le Olimpiadi o il Super Bowl catalizzano lo sguardo di milioni di persone: e la manualistica fa risalire questa pratica proprio alle Olimpiadi del 1984, quando la concorrenza tra i due giganti della tecnologia fotografica portò alla vittoria non dello sponsor ufficiale, ma di colui che aveva acquistato il maggior numero di spazi pubblicitari, tale che risultava, agli occhi del pubblico, che fosse lui il vero finanziatore dell’evento. Il primo esempio di Ambush Marketing, forse.

Da questo case history, la contrattualistica di sponsorizzazione di questi grandi eventi ha preferito contemplare dettagliate e precise forme di tutela per non permettere che brand che non fossero nell’esclusivo status di sponsor potessero godere dei vantaggi della visibilità mondiale.

L’ambush marketing è una pratica che viaggia nei territori oscuri della legalità e della creatività, quindi se da un lato le aziende possono preservare i propri diritti alla pubblicità, dall’altro le concorrenti possono (e spesso lo fanno) inventare nuove strategie del tutto legali per aggirare tali limiti.

Un esempio è dato dal video che vi linkiamo: nel 2010 a Houston, dopo un’importante partita di baseball allo stadio, circa 10000 persone uscivano per andare ad assistere ai fuochi d’artificio di fronte allo stadio stesso, quando l’attenzione di questa grande folla fu catalizzata da alcune proiezioni 3D sulla facciata di un palazzo con una video installazione di formiche giganti, messe per sponsorizzare una nota marca di insetticida che naturalmente non c’entrava nulla con il match.

E se le regolamentazioni giuridiche limitano l’utilizzo degli spazi contemplati, bisogna anche considerare quella che è l’ultima frontiera del marketing: la realtà aumentata.

Nei meandri della tecnologia e dei social network, infatti, diviene sempre più difficile regolamentare un mondo le cui norme sono cambiate continuamente dagli utenti che lo vivono.

Il marketing di agguato non si realizza soltanto in occasione di grandi eventi, ma spesso può sfruttare anche la riconoscibilità che un marchio ha nell’immaginario collettivo per collegarsi ad esso, o per controbatterlo con le sue stesse armi.

Insomma, al di là delle questioni legali, fare ambush marketing significa un po’ approfittare della gloria salendo, all’ultimo momento, sul carro del vincitore: un gioco un po’ sporco, insomma. Ma se parliamo di questioni morali, resta allora da chiedersi: quando mai il marketing è stato un gioco pulito?