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I metodi migliori per fare promozione durante il lockdown

fare promozione durante il lockdown

E’ possibile fare promozione durante il lockdown? Se lo chiedono imprenditori, commercianti, manager, professionisti.

E’ una domanda più che legittima, a cui occorre rispondere in fretta, se si considera che, mentre scriviamo questo articolo, mezza Italia è entrata nel secondo lockdown.. E non è escluso che ce ne saranno altri in futuro.

L’esperienza della prima ondata può tornare utile per non farsi cogliere impreparati, per riuscire a limitare i danni anche in questo autunno-inverno dominato dalla pandemia. Dunque, è bene offrire qualche consiglio utile per promuovere la propria azienda anche in questo periodo, nonostante il lockdown e chiusure più o meno generalizzate.

Fare promozione durante il lockdown si può… E si deve

Prima di lanciarci con i consigli, è necessario fare una precisazione. Fare promozione durante il lockdown non è solo una possibilità, è anche e soprattutto una necessità, un obbligo nei confronti di se stessi, dei propri dipendenti (se ci sono), degli sforzi che sono stati profusi negli anni per portare avanti un progetto.

L’interruzione delle attività, laddove queste sono state vietate, piuttosto che il calo fisiologico delle attività che possono rimanere aperte, non possono essere una giustificazione per l’immobilismo. A meno di non decidere di gettare la spugna, sia chiaro. Una decisione gravida di conseguenze, definitiva, e nella maggior parte dei casi sbagliata: le difficoltà sono contingenti, non strutturali. Soprattutto, sono transitorie: tutto ha una fine e ha un inizio, anche le pandemie.

Dunque il primo consiglio è proprio questo: fare promozione durante il lockdown. E ciò vale sia per chi ha dovuto sospendere le attività in sede, sia per chi – pur essendo aperto – sta soffrendo pr la riduzione della mobilità delle persone. 

Il consiglio più importante: adattare l’offerta

Non si tratta di fare i furbi e aggirare i vincoli, trasgredendo la legge. Si tratta di modificare l’offerta affinché questa rispetti le misure di contenimento del contagio.

Nei casi meno gravi, ovvero quando è concessa l’attività in sede, ciò significa mettere in atto protocolli di sicurezza.

Nei casi più gravi, ovvero quando l’attività in sede è preclusa, significa reinvertarsi il servizio. Spesso, si tratta di creare una “versione a distanza” del servizio stesso, a volte si tratta di digitalizzarlo completamente. 

Sono necessari ingegno e creatività. Certo, nessuno vi vieta di copiare le migliori idee altrui. Una piccola astuzia ma fatta a fin di bene.

Ad ogni modo, che siate “chiusi” o “aperti al pubblico”, dovrete fare in modo che i servizi rispondano ad almeno due condizioni.

  • Siano simili alla versione pre-Covid
  • Siano comunicati in modo efficace, ovvero “chiaro”

Da questo punto di vista, è importante veicolare un certo tipo di messaggio. Ovvero:

  • L’esperienza è la stessa, o è cambiata poco. Comunicare questo messaggio è complicato, anche perché molti clienti preferiscono rinunciare al servizio, piuttosto che fruire un surrogato. Ciò vale sia in caso di serrata che in caso di apertura al pubblico. Infatti, può benissimo accadere che le norme “minaccino” seriamente di compromettere l’esperienza.
  • La fruizione del prodotto o del servizio è completamente sicura. A tal proposito, è utile condividere un video dove viene mostrato il processo di produzione o che testimonia il rispetto delle norme di sicurezza. 

Alcune best practices

In buona sostanza, quali sono le tecniche, gli accorgimenti, le “cose da fare” per promuovere la propria azienda durante un lockdown? Ebbene, molte di queste riguardano i canali digitali, e non potrebbe essere altrimenti. Quasi sempre, però, impongono un cambiamento nel rapporto con i clienti e i potenziali clienti. 

Restare connessi con i propri clienti

Questo è un imperativo categorico, che deve essere rispettato nei casi fin qui descritti (apertura al pubblico, chiusura al pubblico con modifica dei servizi), ma anche nella malaugurata evenienza della sospensione totale.

Può capitare che, nonostante gli sforzi creativi, non sia possibile garantire il servizio nemmeno in formato digitale o in presenza.

Ecco che rimanere in contatto con i clienti è l’unico modo per preparare la ripartenza, per non dissipare il lavoro di anni, per far sì che i clienti si ricordino dell’azienda. Ovviamente, il mezzo d’elezione è internet, e in particolare email e social media.

Utilizzare un approccio leggero

Questo è un consiglio non esattamente scontato. Viene naturale adeguare il tono al proprio umore. Tuttavia, certo nel rispetto della sensibilità altrui, è bene comportarsi, parlare e comunicare come se stia andando tutto bene.

Il cliente o il potenziale cliente ne ha probabilmente le tasche già piene, e non è il caso di ricordargli ancora una volta che la fuori la situazione è pessima.

Offrire un aiuto concreto ma coerente con il proprio business

Questo è un consiglio prezioso, in quanto cela un chiaro indirizzo di marketing. Si tratta di offrire un contenuto di valore gratuito che possa risultare veramente utile, che possa servire per risolvere un problema concreto, magari causato dalla pandemia.

Si tratta di vedere il bicchiere mezzo pieno, sostituendo il senso di angoscia con la dimostrazione che sì, i problemi non mancano… Ma non mancano nemmeno le soluzioni. Potete sbizzarrirvi tra video tutorial, post informativi etc.

Offrire questo genere di contenuti è un modo efficace per instaurare una relazione con il potenziale, rafforzarla se esiste già, offrire il servizio in seconda battuta.

 

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