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Bellezza Femminile: come è evoluta, da Kate Moss alle modelle Curvy

L’ideale di bellezza femminile, così come propugnato dalla moda e dai media, è andato cambiando nel corso degli ultimi cinquant’anni. Dalle forme morbide e prosperose delle dive del cinema come Sophia Loren e Gina Lollobrigida, l’Italia del dopoguerra eleggeva a icone sexy coloro che ben simboleggiavano l’abbondanza e la generosa femminilità del boom economico del Bel Paese.

Parliamo del periodo in cui si affermò la donna con la cosiddetta “forma a clessidra”: nel decennio successivo, gli anni Settanta, si impose invece il rigore di forme più asciutte, con modelle come Twiggy, con un look androgino in linea con “la confusione dei generi” che poi diverrà segno distintivo della musica punk e glam rock, così come di icone di stile come Grace Jones e David Bowie.

Negli anni Ottanta e Novanta, l’epoca d’oro delle supermodelle che arrivano a ricevere cachet da vere star, si affermano i corpi statuari di Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Cindy Crawford e Christy Turlington.  E’ un’epoca però destinata, anche in questo caso, a durare poco più di un decennio: l’inizio del nuovo millennio ripropone i corpi esili di modelle magrissime, capitanate dalla fashion icon Kate Moss, supermodella abile nel proporsi come una vera trend setter, capace di reinventarsi anche dopo i molti scandali che la vedono coinvolta.

 

E ora, quale modello femminile si sta affermando? In realtà, è difficile rispondere guardando a un panorama in continuo cambiamento e sempre più frammentato:

si potrebbe però azzardare che, se i primi anni Zero hanno visto il dominio della bellezza femminile sudamericana rappresentata dalla supermodella Gisele Bündchen, un trend importante degli anni Dieci sembra guardare verso modelli di donna più formose, o, come le definiscono i media, le modelle “curvy”.

Lo stesso sta avvenendo anche nel cinema, con l’affermazione a icone di star dalle forme più generose come Scarlett Johanson e Kate Winslet, e quindi, in maniera speculare, anche nella moda: non soltanto infatti stanno aprendo agenzie specializzate nel fornire modelle più “in carne” ma anche la bibbia dello stile, Vogue, ha dedicato lo scorso giugno una sezione del suo cliccatissimo sito alla bellezza femminile più “morbida”. Certo, le critiche anche in questo caso non tardano ad arrivare: per esempio, il fatto di considerare “curvy” modelle che indossano una taglia 44, universalmente la misura più indossata dalle donne, rispetto al 38 richiesto alle modelle “tradizionali”.

Semplice trovata pubblicitaria o emblema di un paesaggio culturale ormai trasformato? Se ci sono state, giustamente, discussioni sul ruolo troppo preponderante che la moda ha nell’influenzare gli stilemi estetici della donna, la difficoltà della risposta è data dall’evidenza che ci sono stati modelli di bellezza differenti conniventi tra loro, utilizzati di volta in volta per pubblicizzare brand con identità diverse: basti pensare a Monica Bellucci, che si affermò come supermodella per Dolce & Gabbana negli anni Novanta, in un periodo in cui le maggiorate come lei difficilmente trovavano posto in passerella: allo stesso modo nello stesso periodo un’altra stella nascente incominciava a brillare, la magrissima e non troppo alta (“solo” un metro e 72 centimetri) Kate Moss.

Insomma, è difficile definire che cosa viene definito, in termini astratti, il “bello delle donne” che va di moda: al di là di una discussione che potrebbe non avere fine basterebbe soltanto sempre ricordare quella che, universalmente, è riconosciuta come la donna più bella del mondo, Marilyn Monroe: la bionda e tormentata attrice, infatti, divenuta vera e propria icona del XX secolo, sembra contenesse le sue forme procaci in un’abbondante taglia 46…